Ieri sera ero un po’ preoccupato per la scuola, ma ero anche stanco. Mi sono sdraiato sul mio comodo letto e mi sono addormentato quasi subito.
All’improvviso ho sentito la terra tremare e mi sono svegliato di soprassalto.
La finestra si è spalancata. Mi sono affacciato e ho visto una tigre dai denti a sciabola con in bocca la mia gallina Bianca.



Un’altra tigre stava andando verso la stalla dove il papà di Romina e quello di Kunwar stavano mungendo le mucche.
I due uomini, spaventati, sono corsi a chiudere la porta della stalla ed hanno chiamato i carabinieri di Tizzano. Questi hanno pensato ad uno scherzo, ma, ugualmente, hanno preso i mitra e sono partiti mettendo la sirena.
Arrivati al cimitero hanno trovato la strada bloccata da un branco di mammut ed hanno frenato bruscamente.
«Spariamo?» ha chiesto allora l’appuntato.
«Non sprechiamo i colpi. Proviamo a passare attraverso i campi» ha risposto il maresciallo.
Arrivati alla stalla, i carabinieri hanno trovato, oltre alle tigri, un enorme orso intento a sbranare una mucca.
Una tigre si è avvicinata ruggendo all’auto dei carabinieri.
«Chiedi aiuto con la radio!» ha urlato il maresciallo. Ma la radio restava muta: nessuna risposta dai carabinieri di Parma. Soltanto Tizzano era nella preistoria.
Il maresciallo ha suonato con forza il clacson. La tigre ha continuato ad avvicinarsi.
Il maresciallo ha messo la sirena al massimo. La tigre si è fatta più minacciosa.
L’appuntato allora ha messo un CD di Lady Gaga a tutto volume e la tigre è fuggita terrorizzata.
Dalla finestra ho applaudito, ma il pericolo non era ancora passato.
È comparsa una luce fortissima verso il monte Caio.
Abbiamo sentito un boato e si è alzata una nube di polvere. Poi abbiamo visto alcuni robot venire verso la stalla. Hanno bloccato le tigri e l’orso con un raggio paralizzante. Infine hanno catturato anche i mammut.
Eravamo contenti. Però, i robot hanno preso anche noi e volevano metterci in mostra in un museo.
Prima di essere bloccato, l’appuntato ha cominciato ad imitare i movimenti ed i versi di una gallina: «Coo, coo, coccodè, coo, coo, coccodè!»
I robot si sono fermati per capire che cosa stava facendo e, uno dopo l’altro, sono andati in tilt. L’appuntato ci ha liberato e ci siamo nascosti nella stalla.
In quel momento è comparsa una strana auto volante. A bordo c’era un ometto verde con due antenne luminose in testa.
Si è fermato e ci ha detto: «Scusate tanto, ho sbagliato l’esperimento. Ora vi riporto nel presente». Ha schiacciato un bottone. Allora abbiamo visto un turbine multicolore attorno a noi e ci siamo ritrovati nel presente.
Il maresciallo ha fatto una relazione al prefetto ed ha proposto l’appuntato per una medaglia d’oro, ma nessuno ha creduto alla nostra storia e ora vogliono trasferirlo a Lampedusa.
Quarta: Valentina Agazzi, Elyas Delsante, Kaur Ramanpreet, Giada Lazzari, Fersilet Llenga
Quinta: Riccardo Calugi, Andrea Rozzi, Kunwar Walia, Andrea Zanchetta, Suraj Kumar









Complimenti! bellissima iniziativa. Ho letto tutte le storie …..alcune sono piene di colori, immagini,sensazioni,emozioni! Hai provato con il “binomio fantastico”? A volte “quelli che si lamentano” sono pigri o amano far da soli. Tutti però amano giocare, sempre.
Grazie.
Abbiamo provato con il binomio fantastico: Il pozzo e la cicala, Il tavolo in bagno.
Ciao
Mentre mi complimento con la tigre con i denti a sciabola per il suo indubbio buon gusto musicale, mi sorge un problema: ma il maestro Angelo è quello in mutande o l’alieno? Mi sa che, venendo dal liceo, sia l’alieno. Infatti, in certi licei sembra di stare sulla luna, tante sono le cose dell’altro mondo che si sentono! … E poi, volete una confidenza? Io sono il maestro del maestro Angelo, figuratevi se non so se lui è un alieno! Anch’io, però. Quando gli facevo scuola, l’ho persino fatto cavalcare un Lungo Naso … non sapete che cos’è? E’ un elefante, ma lui lo chiamava così: vedete che era già alieno da piccolo? Del resto, anch’io.
Noi, poveri alieni, cerchiamo di succhiare i cervelli, ma restiamo spesso avvelenati, perché è vero che i cervelli sono tanti, ma quelli buoni sono proprio pochi, gli altri sono spesso inquinati.
Ciao, un saluto anche al simpatico Monotauro, rimasto scornato.
Caro maestro del maestro Angelo, il tuo alunno è proprio quello in mutande, anche se qualche volta gioca a fare il personaggio delle fiabe, soprattutto l’orco: «Ucci, ucci, sento odor di bambinucci…»
Ci ha raccontato la storia di Lungo Naso. Hai ancora la canzone?
I nostri cervelli sono ottimi. Vuoi venire ad assaggiarli?
Ciao dai bambini di quarta e di quinta
Or non mangio più cervelli, mi accontento di tortelli.