La piramide della mummia d’oro

L’archeologo Daniele andò a cercare una piramide, anzi, la prima piramide della storia, per trovare indizi sulla mummia d’oro.
Prese l’aereo da Bologna e andò in Egitto.
Daniele chiese alle persone della città di Giza che era vicino alle piramidi, ma le informazioni furono inutili perché non gli fecero sapere nulla di nuovo.
Daniele partì per il suo viaggio con uno zaino in spalla e, dopo tre giorni, si ritrovò quasi senza cibo e acqua.
Poi il quarto giorno doveva attraversare un precipizio. Daniele prese un grande bastone lo appoggiò all’altra roccia e ci passò sopra come se fosse stato un acrobata del circo.
Passato il precipizio riprese il suo viaggio. Daniele non trovò niente da mangiare così decise di nutrirsi di insetti e, per bere, succhiò alcuni cactus.
Ma della piramide non c’era traccia. Il sole stava tramontando, così Daniele montò la sua tenda.
Durante la notte venne una terribile tempesta di sabbia. Riuscì a fatica a non far volare via la tenda.
Quando sorse il sole, Daniele vide a circa un chilometro di distanza una piramide sconosciuta: il vento della notte l’aveva liberata dalla sabbia che l’aveva nascosta per millenni.
Daniele controllò superficie della piramide alla ricerca dell’ingresso. Scivolò su una pietra liscia e cadde battendo la testa. Per fortuna aveva il casco. Il colpo spostò una pietra e Daniele si trovò dentro la piramide. Contentissimo, prese la torcia elettrica e iniziò l’esplorazione. Ma fu imprudente e urtò un nido di scorpioni che gli finirono addosso. Spaventato, riuscì a buttarli a terra ed a calpestarli. Ma non era ancora finita: non vide un trabocchetto e ci cadde dentro. Era in trappola nella piramide. Per fortuna i millenni avevano riempito di sabbia la trappola. Con molta fatica riuscì ad uscirne, ma l’ingresso era crollato e non poteva più uscire.
Visito la piramide ma non trovo un’altra uscita. Ma la mummia d’oro c’erano anche tanti oggetti preziosi e bellissimi geroglifici dipinti. Il sogno di ogni archeologo, peccato però di dover morire lì, senza poterlo dire a nessuno.
All’improvviso suonò il telefono satellitare che non ricordava di avere nello zaino. Era il suo capo, il dottor Kaur.
Così Daniele si salvò e divenne un archeologo famoso.

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Una risposta a La piramide della mummia d’oro

  1. Angelo Paganini scrive:

    Che bella storia!

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