Ecco le famiglie dei pupazzi di neve!

Ci siamo ispirati alla nevicata di lunedì per realizzare dei simpatici pupazzi di neve con l’impronta della nostra mano.

Classe prima

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…In cammino lungo un antico sentiero

Camminare insieme nella consapevolezza che in passato quel sentiero in mezzo al bosco e lastricato di pietre è stato attraversato da pellegrini in viaggio verso mete sconosciute è stata un’esperienza intensa e formativa.

In seguito ognuno di noi ha riflettuto su quell’esperienza e attraverso ripetuti esercizi di scrittura creativa è stata e rielaborata e trasformata in una descrizione o in una narrazione soggettiva che abbiamo scelto di condividere con voi per farvi fare un viaggio nei nostri “paesaggi dell’anima” (cit. tratta dall’omonimo libro di Umberto Galimberti).

Buona lettura e buon viaggio!

Cristian: Quando siamo arrivati al sentiero ho provato felicità, invece quando siamo entrati nel bosco ho provato tristezza perché ho visto tutte le foglie a terra. Erano cambiate tante cose: il colore delle foglie degli alberi, l’erba era ricoperta di rugiada. Io ho trovato un bastone e mi sono sentito come un pellegrino in pellegrinaggio. Il bastone mi ha dato un senso di sicurezza e riuscivo a camminare più velocemente. Il amico Iacopo ha trovato un fungo velenoso e io mi sono agitato, poi dopo un po’ di strada abbiamo incontrato un piccolo pozzo senza acqua e degli ellebori che sembravano delle palme in miniatura. Quando siamo usciti dal bosco ho provato un senso di libertà. Mi è piaciuto condividere questa gita in mezzo alla natura con i miei compagni e le mie maestre.

Sofia: Quando sono entrata nel bosco mi sentivo strana…come incantata perché in quel momento si udiva il sussurrio del bosco. Poi ho provato a prendere un bastone: sembrava che mi avesse trasmesso tranquillità e gioia. Quando siamo usciti dal bosco ero stanca, soddisfatta, gioiosa e provavo un senso di libertà.

Manisha: Le maestre, i miei compagni ed io abbiamo percorso una lunghissima camminata: l’antico sentiero della Pieve. Elena ci ha fatto conoscere la campanula, il soffione, la polmonaria e il fungo. Abbiamo visto l’aculeo velenoso di un istrice. Abbiamo raccolto le castagne dentro ai loro ricci. Dopo avere percorso tutto il sentiero mi sentivo triste perché mi mancava il bastone che mi aveva accompagnato lungo il cammino nel bosco.

Yousra: Camminando nel bosco mi sentivo un pellegrino accompagnato dal suo fedele bastone. Nel bosco c’erano tanti odori semplici, ma meravigliosi e mi sembrava di volare nell’aria. Le foglie erano colorate e diverse l’una dall’altra. In primavera il pero era colmo di fiori bianchi, ora invece ha i rami spezzati e questo mi fa sentire triste. Arrivati alla Pieve abbiamo abbandonato i nostri bastoni, ma io ritornerò per riprenderlo perché un vero pellegrino non abbandona il proprio amico bastone. Andarsene è stato difficile perché non avrei voluto lasciare il bosco.

Maya: Quando sono entrata nel bosco mi sono sentita libera come una farfalla nell’aria, ma mi sentivo anche una pellegrina. Quando ci siamo incamminati per il sentiero mi sono sentita ancora più libera e ho anche trovato un bastone che mi ha fatto compagnia lungo la passeggiata. In mezzo al bosco ho provato anche un po’ di gioia perché c’era un po’ di oscurità…neanche un raggio di sole. Arrivati all’ultima curva del bosco ho dovuto posare il bastone e allora mi sono sentita triste. Però giunti alla Pieve oltre alla tristezza ho sentito una felicità nuova perché avevamo raggiunto la nostra meta.

Nicolas: Mentre camminavamo lungo il sentiero che portava alla Pieve mi sentivo felice perché Elena ci diceva che tipo di fiori erano quelli che incontravamo e intanto io sentivo profumo dell’autunno. Nel bosco abbiamo trovato un bastone da pellegrino e mi sentivo un po’ come loro…che viaggiavano di qua e di là. Poi lungo il tragitto abbiamo trovato un aculeo di istrice: se ti sfiora l’aculeo può essere pericoloso perché è velenoso. Mi sono sentito felice mentre Elena spiegava altre cose sull’istrice perché non l’avevo mai visto. Andando sempre più avanti, c’erano gli alberi di castagne: ne abbiamo raccolta una per tenerla come reperto. Poi abbiamo visto un abbeveratoio dove i pellegrini forse bevevano lungo il tragitto. Quando siamo usciti dal sentiero le maestre ci hanno detto di ammirare il paesaggio. Infine ero un po’ stanco…però mi sentivo felice e quando è arrivato il pulmino ho provato un senso di tristezza perché ci allontanavamo dal bosco.

Gabriele: Durante il percorso mi sentivo libero, perché quando sono nel bosco mi emoziono come un uccello libero nell’aria oppure come una lepre che corre sull’erba, o come uno scoiattolo che si arrampica da un albero all’altro. Una volta uscito dal bosco ho quasi provato rabbia perché quell’esperienza entusiasmante era finita.

Ludovica: Quando siamo arrivati alla Pieve ho provato gioia e libertà. Abbiamo visto le pere rosicchiate dalle api. Erano lì intorno ai nostri piccoli piedi, ma io non avevo paura! C’erano molte specie di piante: la Polmonaria, la Dafne e la “Coda di cavallo” o Equiseto. Mi è piaciuto far finta di essere una pellegrina in cammino verso la Pieve. Mentre sentivo il profumo di erba, la mia amica Asia ha raccolto una foglia bellissima di pero. Inoltre abbiamo osservato un aculeo di istrice e mi ha stupita perché non l’avevo mai visto. Infatti da queste parti è molto raro incontrarlo. L’abbeveratoio era più lungo e aveva i gradini e dei rametti sottili appoggiati sopra al tettuccio che lo ricopriva. Le maestre hanno spiegato che quel sentiero era percorso dai pellegrini molto tempo fa e allora abbiamo raccolto un bastone per usarlo come facevano i veri pellegrini. Così mi sono sentita sicura e serena. Mi sentivo una bambina come tante altre. Quando purtroppo era scaduto il tempo siamo dovuti andare via; allora ho provato malinconia, tristezza e un senso di libertà. E’ stata un’esperienza bellissima!

Lorenzo: Io e i miei compagni di classe siamo andati al sentiero della Pieve. Quando siamo entrati nel  bosco ho sentito i profumi di tipi diversi di piante e anche il canto degli uccellini…Ero felice come se fossi appena entrato in un mondo nuovo! Percorrendo questo bel sentiero ho trovato un aculeo di istrice: mi sono emozionato perché non l’avevo mai visto; avrei voluto toccarlo, ma le maestre me lo hanno impedito perché era velenoso. In quel momento mi sono sentito un po’ triste. Poi, proseguendo la camminata, ci siamo fermati per vedere un abbeveratoio; rispetto all’anno scorso era cambiato qualcosa: le pietre erano più basse e non c’erano più le foglie. L’esperta Elena ha detto che l’anno scorso c’erano tanti Equiseti in più. Io e Pietro ne abbiamo notato uno per cui ero contento! Ho trovato anche una pianta di Polmonaria e l’Elleboro, una pianta velenosa che se l’annusi ti può far aumentare il battito del cuore. Allora per precauzione mi sono allontanato un po’. Ho incontrato anche un fungo. Giunti alla fine del percorso ho raccolto delle castagne. Uscendo dal bosco ho provato gioia, ma nello stesso tempo tristezza perché c’eravamo allontanati dal bosco e da là si poteva godere di un panorama bellissimo! Mi sono divertito molto!

Pietro: Insieme ai miei compagni sono ritornato nel bosco in autunno: ero curioso di sapere se…il pero aveva ancora le foglie che provocavano in me un senso d’amore…se c’erano ancora le “code di cavallo” o equiseti che mi facevano pensare di essere un dinosauro e se…qualche piantina nuova era spuntata. Quando ci siamo addentrati nel bosco ho visto l’erba bagnata di acqua purissima: era la rugiada. Lungo il sentiero ho preso e ho utilizzato un bastone per immedesimarmi in un pellegrino in esplorazione. Infine ho dovuto lasciare il mio bastone e allora ho provato un po’ di tristezza, come quando sono uscito dal bosco!

Alice Maria: Quando siamo arrivati nel bosco mi sentivo impaurita perché credevo che il percorso fosse molto lungo e stancante. Il bosco non era più allegro come in primavera, ma c’erano colori tristi. Quando abbiamo visto l’elleboro, una pianta tossica, mi sono spaventata e ho cercato di allontanarmi per non annusarla: avevo moltissima paura…non volevo essere intossicata e morire. Quando siamo usciti dal bosco mi sentivo in ansia per il sentiero perché Elena ha detto che delle moto lo hanno un po’ rovinato e avrei voluto restare lì per proteggerlo! Tutte le cose che avevo raccolto nel bosco erano diventate mie amiche: mi facevano coraggio; soprattutto il mio bastone: era il mio compagno. Io adoro il sentiero della Pieve e un giorno ci andrò con la mia famiglia.

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Sul sentiero dell’arte…Piet Mondrian

Abbiamo preso spunto dallo stile di Piet Mondrian per realizzare i nostri bellissimi alberi con le matite colorate.

Classe seconda e terza

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La fanciulla del West tra arte e immaginazione

A partire dall’ascolto non solo della trama, ma anche di alcuni brani musicali tratti dall’opera di Giacomo Puccini intitolata “La fanciulla del West” gli studenti delle classi quarta e quinta hanno ricostruito a coppie le sequenze del racconto incentrato sulla figura di Minnie, la donna giovane e bella che gestisce il saloon “La Polka” frequentato da cercatori d’oro. Minnie si innamorerà del bandito Rance, ma lo sceriffo è già sulle sue tracce…Come finirà questa storia? Cerchiamo insieme il finale fra le sequenze rappresentate.

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Piove

Piove, piove.

Piove in ogni dove.

Cielo grigio. Tempo brutto.

Piove, piove dappertutto.

Io, se piove, non mi cruccio,

vado a spasso col cappuccio.

J. Colombini Monti

Classe prima

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I nostri autoritratti

Questa mattina a scuola eravamo talmente felici che ci siamo fatti un fantastico selfie!

Classe prima

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L’albero dei colori

Prendendo spunto dal pittore Vasilij Kandinskij abbiamo creato degli alberi con la geomeria del cerchio e i contrasti cromatici.

Classe prima

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