Il formaggio alieno

Oggi ho incontrato un alieno tutto verde. Stava mangiando un formaggio alieno più puzzolente del taleggio. Però sembrava buono.
Me ne ha offerto un pezzetto. Quando l’ho assaggiato, ho pensato: «Somiglia alla caciotta, ma è piccante e dolce nello stesso tempo». Subito, però, mi sono trasformata in alieno per 30 secondi. Mi sono spaventata un po’ quando mi sono vista tutta verde. Ma non è stato spiacevole essere alieno: potevo ruotare gli occhi dietro la testa, avevo poteri telepatici e capivo la lingua aliena.
Come potevo contraccambiare?
In tasca avevo soltanto una caramella al caffè. Gliel’ho offerta e l’ha succhiata con piacere. È toccato a lui, allora, trasformarsi in umano, ma soltanto per 20 secondi: la caramella era piccola. Gli sono spuntate le orecchie, prima non le aveva. Ha sentito un cinguettare di uccelli e gli è piaciuto molto: aveva un’espressione felice. «Che bello!» ha esclamato in perfetto italiano, ma con un leggero accento alieno.
Mi sarebbe piaciuto comunicare ancora, ma l’effetto del formaggio e quello della caramella erano finiti. Anche lui deve aver pensato la stessa cosa. Così è salito sulla sua navicella ed è uscito subito con un piatto in mano. Aveva piccole mani verdi con quattro dita nodose.
Nel piatto c’era un cibo simile alla pasta al pesto. Me lo ha offerto insieme ad una strana forchetta fatta di un materiale simile ai diamanti e con due soli denti.
Ho assaggiato la pasta: era squisita. Sapeva davvero di pesto, ma si sentiva anche un’erba diversa, non l’avevo mai assaggiata prima. Era proprio buona: non sapevo se riprendere il dialogo o continuare a mangiare. L’alieno, però, mi ha mandato un messaggio telepatico: «Ciao, mi chiamo Alien Bumbum e vengo dal pianeta Cosmo, vicino alla stella Alpha Centauri. Sono qui in missione di pace per vedere se è possibile un accordo tra i nostri popoli».
«Sarebbe bello. Però gli esseri umani fanno sempre tante guerre – gli ho risposto – Comunque, non posso decidere io, devi andare alla sede delle Nazioni Unite. Prima, però, passa a cena a casa mia».
L’ho accompagnato a casa, e l’ho presentato alla mamma ed al papà che non si sono per nulla stupiti.
Per l’occasione, la mamma ha preparato una grande pizza ai würstel e il papà ha stappato una bottiglia di lambrusco buono, quello fatto dal nonno.
A tavola Alien Bumbum ha assunto ancora un aspetto umano: somigliava molto al dottor Manzi, il veterinario del paese. Ci ha raccontato del suo pianeta. È molto simile alla Terra ci sono un’atmosfera respirabile, tanta acqua, piante e animali.
I cosmosiani, ci ha detto, mangiano soprattutto per piacere, infatti potrebbero farne a meno perché la loro pelle contiene clorofilla e sono in grado di produrre sostanze nutritive grazie all’acqua e ai gas che assorbono dall’aria (soprattutto azoto ed anidride carbonica).
A proposito delle Nazioni Unite, Alien Bumbum ci ha detto: «Andrei volentieri, ma l’astronave ha un guasto e il robot di bordo ci impiegherà quasi un mese per le riparazioni. Come posso fare?»
«Con l’aereo – abbiamo risposto in coro – però ci vuole il biglietto e costa molto».
«Ma io non ho soldi terrestri. Come faccio?»
«Non hai niente di prezioso da vendere?»
«Sì, ho raccolto molto di quel metallo giallo che chiamate oro».
Andammo subito a prenderlo ed il giorno dopo lo vendemmo ad un orefice. C’erano abbastanza soldi per numerosi voli in aereo.
C’era ancora un problema. Alien Bumbum poteva prendere un aspetto umano, ma non aveva documenti umani, soprattutto, non aveva il passaporto. In aeroporto avrebbero potuto fermarlo come immigrato clandestino.
Però Alien somigliava al dottor Manzi. Glielo abbiamo presentato e gli abbiamo spiegato la sua missione. Il dottore è stato molto felice di conoscere un alieno e gli ha volentieri dato il suo passaporto.
Abbiamo deciso di andare con lui alle Nazioni Unite per aiutarlo. Il volo in aereo è andato bene.
Giunti a destinazione, siamo andati negli uffici dell’ONU, ma quando Alien Bumbum ha detto di essere un alieno, si sono messi a ridere. Allora Alien ha mangiato un po’ di cibo alieno ed ha ripreso il suo aspetto. Gli impiegati si sono spaventati ed hanno chiamato la polizia. Ci hanno portato tutti in prigione dove siamo rimasti per molti giorni. Alcuni scienziati hanno anche proposto di vivisezionarci.
Per fortuna, un’associazione di ufologi ci ha mandato un avvocato che ha ottenuto la libertà condizionata.
Appena usciti di prigione abbiamo deciso di scappare. Alien Bumbum, con uno speciale telecomando, ha fatto arrivare l’astronave che era ormai riparata.
Gli abbiamo chiesto di fare un giro con lui sul suo pianeta, ma ritorneremo presto per fargli visitare l’Italia ed assaggiare i nostri piatti migliori.
E le Nazioni Unite? Forse è troppo presto.

Quarta: Valentina Agazzi, Elyas Delsante, Kaur Ramanpreeet, Giada Lazzari, Fersilet Llenga, Lara Pesci
Quinta: Riccardo Calugi, Suraj Kumar, Andrea Rozzi, Kunwar Walia, Andrea Zanchetta

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Informazioni su Angelo Paganini

Prof di storia e filosofia
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