Orecchie in fuga

Quando mi svegliai non avevo più le orecchie. Le vidi uscire volteggiando fuori dalla finestra…
Non ci credevo: mi avevano davvero abbandonato.
Allora mi alzai dal letto in un balzo e le inseguii più forte di un razzo in pigiama. La situazione era gravissima e non c’era tempo da perdere. Pensai: «Caspita , le mie orecchie stanno volteggiando là fuori e potrei perderle per sempre. Qui ci vuole un piano di recupero.»
Scesi in cortile. Aspettai che mi venissero incontro e saltai più in alto che potevo per afferrarle. Ma niente da fare, non le presi perché appena si accorsero delle mie mani scapparono più in alto. Il piano di recupero era fallito. Ci voleva un piano B.
Sotto ai miei piedi vidi un retino, lo raccolsi e vedendo le orecchie volteggiare come farfalle mi venne in mente la soluzione. Mi sedetti su un sasso. Nascosi il retino dietro la schiena e aspettai che tornassero vicino a me. Loro si fermarono a guardare un fiorellino profumato nel giardino e io veloce come un fulmine mi alzai e le acchiappai con il retino.
Dissi: «Brutte monelle, perché siete scappate?» . Mi risposero che non ne potevano più del mio ipod e che non sopportavano le cuffiette. Allora promisi che avrei ascoltato la musica un po’ meno e così feci pace con le mie orecchie. Finalmente tornarono al loro posto.

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