La matita magica

C’era una volta una bambina che si chiamava Violetta. Aveva nove anni e viveva in un paese chiamato Bordo. In quel paese erano cadute dal cielo delle matite magiche, ma nessuno se ne era accorto.
Violetta era la prima bambina nata in quel paese dopo molto tempo. C’erano anche tanti altri bambini, ma erano tutti più piccoli di lei. Andava a scuola. Era in quarta. La quinta non c’era, perché mancavano i bambini.
Il 9/O9/2007 era il suo compleanno, ma era anche il primo giorno di scuola. Violetta non sapeva se andare a scuola, dove forse avrebbe trovato nuove amiche e delle cose nuove, oppure andare a festeggiare il suo compleanno: avrebbe mangiato pizza e torta e le avrebbero dato dei regali.
Ci pensò su un po’, poi decise di andare a scuola perché i compleanni ci sono tutti gli anni e anche il primo giorno di scuola viene tutti gli anni, ma i compleanni si somigliano tutti, mentre ogni primo giorno di scuola è diverso dagli altri: si fa sempre qualcosa di bello, ma l’anno dopo, forse non si fa più. Ecco perché decise di andare a scuola.
Mentre tornava a casa da scuola, all’improvviso cadde a terra e vide una bellissima matita. Non sapeva che era magica e non sapeva nemmeno di chi fosse, ma la portò lo stesso a casa. Poi provò a disegnare delle figurine dei puffi e all’improvviso saltarono fuori tutte le figurine che aveva disegnato. Si spaventò , ma pensava che fosse un sogno, allora si diede uno schiaffo, e disse tra sé: «Non è un sogno allora: davvero le figurine sono uscite fuori!». Dopo alcuni secondi, mentre si chiedeva di nuovo se fosse vero o no quel che era successo, sentì un vocina che le disse: «Volevi proprio questo? Se vuoi qualcos’altro, puoi disegnare solo altre quattro cose poi potrai disegnare ancora domani, ricordatelo!». Violetta nascose la matita e uno strano uomo che aveva le ali bussò alla porta. Violetta aprì, e gli chiese chi fosse. Lui non rispose e le chiese soltanto se avesse delle matite magiche. Violetta disse: «Perché me lo chiede?» e lui: «Dovevo portare queste matite magiche nella mia tana dove nascondo tutte le matite, ma mi sono cadute in questo paese e le sto cercando. Le ho ritrovate tutte tranne una e questa e l’ultima casa che mi rimane per cercarla. Hai tu la matita magica?» Violetta gli rispose: «Ce l’ho ma vorrei tenerla» L’uomo strano disse che la poteva tenere e se ne andò.
Violetta tornò in camera e disegnò le quattro cose. Poi nascose di nuovo la matita e non la tiro mai più fuori dalla camera e nessuno la trovava perché l’aveva nascosta benissimo. Ma l’uomo strano era sempre intorno. Non aveva davvero rinunciato alla matita…

La matita magica - disegno di Ramanpreet Kaur

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Una risposta a La matita magica

  1. Nikkyo ha detto:

    Buongiorno,
    sarei interessata a questo racconto per un progetto in ambito universitario, avete una mail a cui poter scrivere in privato? Grazie

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